Perchè Milton Erickson, padre dell'ipnosi terapeutica, vestiva di viola
Milton Erickson ha rivoluzionato l'uso dell'ipnosi per curare la sofferenza psicologica partendo dalla sua particolare prospettiva sul mondo e sull'essere umano. Alcuni aspetti della sua esperienza sono veramente sorprendenti ....
Marco
4/18/20262 min read


L'Unicità di Milton Erickson
Milton Erickson è considerato uno dei più influenti psicologi e ipnoterapeuti del XX secolo, noto per il suo approccio innovativo e umanistico alla terapia. La sua fama non deriva solamente dalle tecniche ipnotiche che ha sviluppato, bensì anche dalla singolare personalità e dall'immagine che ha creato attorno a sé. Un aspetto distintivo del suo stile personale è rappresentato dal suo abbigliamento, in particolare dall'uso predominante del colore viola, che ha assunto un significato particolare nella percezione pubblica.
Il colore viola viene spesso associato alla creatività e alla spiritualità e, a ben dire, rifletteva perfettamente i valori e le convinzioni di Erickson. Attraverso il suo abbigliamento forse voleva comunicare una visione terapeutica che andava oltre i confini convenzionali, enfatizzando l'importanza dei dettagli e delle sfumature nella pratica clinica. Ogni elemento, dal suo abito al modo di parlare, era parte di una strategia più ampia per stabilire un legame empatico con i pazienti e creare un ambiente favorevole alla guarigione.
Esiste però anche una risposta immediata e sorprendente, semplice e affascinante a questa domanda: era affetto da daltonismo.
Erickson era quasi completamente daltonico, e pur avendo una visione dei colori molto limitata, conservava la capacità di percepire il viola nella parte superiore del suo campo visivo. Si racconta che fosse di fatto l'unico colore che riusciva a vedere nitidamente.
Per questo il viola divenne il suo colore prediletto, e lo indossava abitualmente. La cosa era talmente nota che chi andava a trovarlo a Phoenix – studenti, colleghi, ammiratori – spesso indossava qualcosa di viola come gesto di rispetto e accoglienza: un cappello, una cravatta, una sciarpa, una giacca.
C'è un aneddoto molto bello raccontato dalla terapeuta italiana Umberta Telfener, che andò a studiare con lui: sapendo che era daltonico e amava il viola, portò come regalo una bottiglia del liquore viola "Parfait d'amour".
Col tempo il viola è diventato anche un simbolo culturale nel mondo dell'ipnosi e della psicoterapia: quando si vede il colore viola usato da ipnoterapeuti, non è solo una scelta estetica, ma un omaggio sottile all'uomo che ha aperto la strada — rappresenta quello spirito di esplorazione e innovazione che non si spegne.
Inoltre, il modo in cui Erickson si presentava influenzava la percezione che le persone avevano di lui. La scelta di indossare il viola non era solo una questione di stile; era un riflesso della sua filosofia terapeutica, che incoraggiava i pazienti a esplorare le proprie esperienze interiori. Ogni elemento diventava quindi un simbolo della sua dedizione nel creare un ambiente terapeutico che fosse accogliente e stimolante. Non si trattava soltanto di impressionare, ma piuttosto di comunicare valori di creatività, equilibrio e intuizione. Attraverso la sua unica modalità di espressione, Erickson ha saputo attrarre l'attenzione e il rispetto di colleghi e pazienti, rimanendo un punto di riferimento nel campo della psicologia e dell'ipnosi. La sua figura continua a ispirare nuove generazioni di terapeuti e a stimolare riflessioni sui valori dell'unicità e dell'importanza dei dettagli nella cura psicologica.
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Dott. Marco Aguzzi Albo Psicologi dell'Emilia Romagna N. 1622A